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La guerra dei droni cambia scala: Mosca sotto saturazione, l’Europa entra nella catena del rischio

L’ondata del 18 agosto non dimostra una svolta militare decisiva. Mostra però che profondità geografica, industria e difesa aerea sono ormai un unico campo di battaglia.

Emir Alili — Presidente MDPDossier rapido
Elaborazione editoriale sulla guerra dei droni sopra Mosca
Elaborazione editoriale generata con intelligenza artificiale. Non è una fotografia degli attacchi del 18 agosto 2026.

Il 18 agosto 2026 la Russia ha dichiarato di avere intercettato 791 droni ucraini su più regioni, sulla Crimea occupata e sui mari Nero e d’Azov. Associated Press, sulla base del proprio conteggio delle comunicazioni russe, definisce l’ondata la seconda più grande dal gennaio 2025. Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha affermato che oltre 600 velivoli erano diretti verso la regione della capitale e che 180 sarebbero stati abbattuti.

Questi numeri non sono una verifica indipendente dei lanci effettivi né delle intercettazioni. Sono dichiarazioni delle autorità russe. I fatti ulteriormente documentati sono incendi e danni limitati in alcune aree, almeno sei feriti nelle regioni di Mosca e Ryazan e l’assenza, finora, di danni strategici confermati nella capitale.

Nelle stesse ore due missili russi hanno colpito Pechenihy, nella regione ucraina di Kharkiv. L’amministrazione regionale ha registrato almeno dieci morti e diciotto feriti, oltre a danni a case, negozi, un ufficio postale e automobili. Reuters ha pubblicato immagini dal luogo e ha riferito che la missione ONU per i diritti umani sta raccogliendo informazioni. Mosca non aveva commentato l’attacco al momento della pubblicazione.

01 · Il cambio di scala

La quantità diventa una forma di potenza

La novità non è l’impiego dei droni, ormai strutturale. È la concentrazione di centinaia di sistemi in un’unica ondata contro la profondità russa. Lo scopo non è necessariamente distruggere un obiettivo con ogni velivolo: è costringere il difensore a scoprire radar, consumare intercettori, disperdere batterie e tenere sotto pressione infrastrutture e popolazione.

Il rapporto tra costo dell’attacco e costo della difesa diventa decisivo. Un drone relativamente economico può obbligare a impiegare un missile più costoso oppure a lasciare aperto un rischio. Quando la quantità cresce, anche una percentuale elevata di intercettazioni può non essere sufficiente.

02 · La guerra oltre il fronte

Profondità geografica e infrastrutture entrano nello stesso teatro

Il fronte terrestre resta fortemente condizionato da droni e sistemi robotici, che rendono pericolosi i movimenti di massa. La pressione si sposta quindi verso raffinerie, logistica, depositi e nodi industriali lontani dalle trincee. Kyiv cerca di trasferire alla Russia una parte del costo quotidiano della guerra; Mosca intensifica gli attacchi a distanza contro città e infrastrutture ucraine.

Il risultato è una guerra di usura a due livelli: immobilità relativa sul terreno e accelerazione verticale nei cieli. Il vantaggio dipende meno dalla singola piattaforma e più dalla capacità di produrre, sostituire e lanciare sistemi in modo continuativo.

03 · Il Regno Unito e il rischio europeo

Fornire tecnologia significa entrare nella catena dell’escalation

L’ambasciata russa a Londra ha minacciato “conseguenze” dopo un articolo del Sunday Times secondo cui droni prodotti da due società britanniche sarebbero stati usati per attacchi in profondità. Il Ministero della Difesa britannico non ha confermato l’impiego specifico. Il primo ministro Andy Burnham ha ribadito il sostegno a Kyiv.

Il dato documentato è che il Regno Unito ha annunciato il 18 giugno un pacchetto da 752 milioni di sterline comprendente 150.000 droni di produzione ucraina e più di 350 missili e radar per la difesa aerea entro la fine del 2026. Non è quindi necessario provare la provenienza di ogni singolo velivolo per vedere il cambiamento strutturale: l’industria europea è già parte della capacità ucraina di sostenere la guerra.

Questo non rende automaticamente il Regno Unito parte belligerante secondo il diritto internazionale. Aumenta però il rischio politico di ritorsioni ibride, cyberattacchi, sabotaggi, pressione sulle infrastrutture e incidenti attorno ai confini NATO.

04 · Cosa significa per l’Europa

La difesa aerea non può restare un bene raro

L’Europa ha investito per decenni in piattaforme sofisticate e relativamente poche. La guerra dei droni impone invece radar distribuiti, guerra elettronica, intercettori a basso costo, munizioni numerose, protezione delle infrastrutture e catene di approvvigionamento capaci di reggere mesi di saturazione.

La sfida non è soltanto finanziaria. È organizzativa: standard comuni, produzione congiunta, condivisione dei dati radar e coordinamento tra difesa militare e protezione civile. Senza questa rete, ogni Stato resta un mercato separato che acquista lentamente contro una minaccia che evolve in settimane.

La missione ONU in Ucraina aveva già registrato nel primo semestre 2026 un aumento del 37% delle vittime civili rispetto allo stesso periodo del 2025, trainato soprattutto dagli attacchi russi a lungo raggio. La nuova scala tecnologica non sta riducendo il costo umano: lo sta spostando e ampliando.

05 · Scenari

Tre traiettorie da osservare

Saturazione permanente

Russia e Ucraina alternano ondate sempre più numerose. La difesa aerea diventa una gara di produzione e il confine tra fronte e retrovia si dissolve.

Ritorsione ibrida contro i fornitori

Mosca evita uno scontro militare diretto con la NATO ma aumenta cyberattacchi, sabotaggi, disinformazione e pressione sulle infrastrutture dei Paesi che alimentano la capacità ucraina.

Accelerazione industriale europea

I programmi nazionali convergono in acquisti comuni di droni e sistemi anti-drone. Se il coordinamento fallisce, l’Europa continuerà a fornire tecnologia senza costruire una difesa continentale coerente.

06 · Conclusione

Il cielo diventa la nuova linea del fronte

L’ondata del 18 agosto non prova che Kyiv possa paralizzare Mosca, né che la difesa russa sia stata sopraffatta. Dimostra però che la profondità del territorio non garantisce più sicurezza e che la quantità può erodere il vantaggio delle difese più costose.

Per l’Europa la questione è ormai diretta: sostenere l’Ucraina significa partecipare a una catena industriale e strategica osservata da Mosca come parte della minaccia. Il continente deve quindi accompagnare il sostegno con protezione delle infrastrutture, difesa aerea scalabile e gestione politica dell’escalation.

Fonti e documenti

Fonti consultate

Associated PressConteggio dell’ondata di droni, effetti nelle regioni russe e attacco a Pechenihy, 18 agosto 2026 ReutersVerifica sul posto delle conseguenze dell’attacco a Pechenihy e dichiarazioni sugli attacchi a distanza Amministrazione militare regionale di KharkivBilancio provvisorio di dieci morti, diciotto feriti e danni civili ReutersMinacce russe a Londra, risposta britannica e mancata conferma sull’impiego dei droni Governo del Regno UnitoPacchetto da 752 milioni di sterline, 150.000 droni e sistemi di difesa aerea ONU — Missione per i diritti umani in UcrainaAumento delle vittime civili e impatto delle armi a lungo raggio nel primo semestre 2026